Le Avangurdie ungheresi

Le Avangurdie ungheresi

Le Avangurdie ungheresi

Dal 30 novembre al 15 febbraio 2019
Inaugurazione giovedì 29 novembre 2018 ore 18.00

IMRE BAK
KÁROLY HOPP-HALASZ
FERENC LANTOS
ÁRPÁD FENYVESI TÓTH

La Galleria Allegra Ravizza è lieta di presentare il suo nuovo progetto di ricerca: la mostra, intitolata Le Avanguardie Ungheresisarà incentrata su quattro maestri dell’Avanguardia Ungherese a partire dagli anni Sessanta: Imre BakKároly Hopp-HalászFerenc LantosÁrpád fenyvesi Tóth.

 La mostra vuole mettere in luce i contesti politici e sociali difficili e travagliati in cui la neoavanguardia si è sviluppata, in particolare come l’avvento delle dittature abbia avuto forti ripercussioni a livello artistico.

A partire dal dopoguerra cambiarono le norme estetiche ufficialmente riconosciute e la sola forma di espressione accettata divenne esclusivamente il realismo socialista. L’arte contemporanea locale non era quindi libera di rinnovarsi ed evolversi liberamente e le idee artistiche più sperimentali non potevano slegarsi dalla rigida suddivisione in cui l’arte era formalmente classificata.

Tutti gli artisti attivi durante il periodo tra le guerre, o prima della Prima Guerra Mondiale, gli avanguardisti e i modernisti si ritrovarono così isolati ed esclusi per la loro pratica artistica.

La mostra Le Avanguardie Ungheresi vuole dunque essere una documentazione di come questi artisti riuscirono a dare vita ad una Neo-avanguardia nata dal proibizionismo e dall’isolamento.

A partire dagli anni Sessanta, durante la “dittatura morbida”, sempre più artisti iniziarono a distaccarsi dai canoni dell’estetica ufficiale e dal contesto istituzionale: alcuni di essi mostrarono tendenze surrealiste e astratte come il gruppo di artisti ungheresi dal nome “La Scuola Europea”, altri invece cominciarono a sperimentare l’Informale, altri ancora crearono lavori con caratteristiche della PopArt o Fluxus. Altri, senza aver frequentato alcuna università, sperimentarono un’arte differente da quella dettata dalle Istituzioni, come accadde ai membri del Pécs Workshop, un gruppo di cinque artisti che frequentò le lezioni tenute dal maestro e artista Ferenc Lantos, il quale intendeva continuare la tradizione dell’arte astratta e del Bauhaus presenti nella città prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Gli artisti della Neo-avanguardia ungherese furono coloro che praticarono un’arte non conforme all’ideologia socialista ma in perfetta sintonia con gli sviluppi culturali dell’Europa di quel tempo e questa mostra ne vuole essere un doveroso riconoscimento.