Arte Fiera 2022

Gabbie di Günter Weseler at Artefiera Bologna, maggio 2022, sezione Focus

Allegra Ravizza e Volker Diehl hanno il piacere di presentare per la prima volta al pubblico ARCHIV GÜNTER WESELER.

A seguito della scomparsa di Günter Weseler – avvenuta nel settembre del 2020-, dopo un’intensa collaborazione e un lungo rapporto di stima e amicizia, i due galleristi Volker Diehl e Allegra Ravizza sono lieti di annunciare la volontà di continuare a sostenere e promuovere e preservare il suo intero lavoro artistico dando vita ad un Archivio in suo onore che miri a raccogliere, conservare e archiviare non solo le opere, ma anche i documenti, i progetti, i disegni, gli appunti e l’intero materiale fotografico e cartaceo dell’artista.
Fondato nel gennaio del 2022, l’Archiv Günter Weseler ha sede nella splendida dimora settecentesca di Ca’ Amata a Castelfranco Veneto (TV), un ambiente elegante e allo stesso tempo intimo e familiare in grado di far risaltare al meglio le originali opere di Weseler, uniche nel loro genere.

Per questa edizione di Artefiera, la Galleria Allegra Ravizza (Lugano), in collaborazione con la Volker Diehl Galerie (Berlino), partecipa alla sezione FOCUS a cura di Marco Meneguzzo sul tema dell’Arte Esatta degli anni Cinquanta e Sessanta.
In considerazione del tema scelto per questa edizione, le Gallerie presentano una selezione di lavori di Günter Weseler incentrati sul fenomeno del ritmo sia sul piano musicale che respiratorio.
Indebolito e disturbato da problemi alla gola e respiratori fin da giovane età, Weseler ha sempre basato il suo lavoro artistico e la sua ricerca sulla respirazione, sul suo ritmo armonico e disarmonico, su ciò che essa sa provocare e ciò che la altera e manipola.
Dopo alcuni anni da pittore e scultore autodidatta, stanco dell’arte figurativa e mosso dal desiderio di sperimentare più liberamente, tra il 1963 ed il 1964 Weseler trova nuova ispirazione nella musica classica: «Io ascoltavo la musica di Bach in quel momento, in particolare alcune fughe per clavicembalo dal ritmo forte e dinamicamente articolato, che certamente mi hanno persuaso a rendere più rigorose le strutture sparse un po’ casualmente nei miei dipinti secondo un ordine ritmico».
A partire dalla metà degli anni Sessanta, la sua ricerca artistica si ispira sempre più al rigore matematico insito nella composizione musicale conducendo, negli anni successivi, ad un’accurata indagine delle proprietà del suono e delle sue ripercussioni acustiche nell’ambiente circostante, incentrandosi in particolar modo sul fenomeno del respiro. Da qui il concetto di ritmo, di cadenza e di onda sonora presenti nella musica prendono forma nei lavori di Weseler: nell’estate del 1966 crea il suo primo Atemmusiken, la realizzazione acustica dei ritmi e dei rumori respiratori, dando inizio a una serie di lavori che evolvono pochi anni dopo nell’ Atemobjeckt, un oggetto respirante ricoperto di pelo sintetico o pelliccia in grado di riprodurre il ritmo respiratorio nelle sue svariate cadenze dettate dalle emozioni e sensazioni degli individui in relazione all’ambiente circostante. Ogni individuo è influenzato in maniera unica e personale dall’ambiente che lo circonda, ma gli effetti che le emozioni hanno sulla respirazione sono i medesimi in ogni individuo: la paura, l’ansia e l’agitazione inducono ad una respirazione affannosa e ansante; la calma genera invece una respirazione lenta, flemmatica. Ogni Atemobjeckt riproduce un determinato ritmo respiratorio e, dunque, una precisa sensazione. Se di fronte alle innumerevoli situazioni della vita le reazioni possono differire da individuo ad individuo, il legame tra respirazione ed emozione accomuna ogni essere vivente.
Davanti alle opere di Weseler, uniche ed incomparabili, spesso lo spettatore viene attirato prima dal movimento fisico che il ritmo respiratorio genera, poi da quello uditivo, rimanendone via via più ipnotizzato, a volte suggestionato, a volte affascinato e comunque mai indifferente.

Günter Weseler nasce ad Allenstein, in Polonia, il 2 marzo 1930.
Dopo aver conseguito il Diploma in Architettura, a partire dal 1958 lavora come pittore e scultore autodidatta. Nel 1960 presenta la sua prima personale presso la Galleria Utermann di Dortmund (Germania).
Nel 1964 crea il primo Atemmusiken (musiche di respiro), dando inizio a una serie di lavori basati sul fenomeno del respiro convertito in musica. A causa di una malattia alla gola che gli rende difficoltoso respirare, Weseler nei suoi lavori eleva il respiro ad elemento artistico, esprimendo una sensibilità quasi nevrotica verso questo. Convinto che sia possibile controllare artificialmente tutti i processi organici del corpo tramite l’utilizzo di sostanze chimiche e droghe, l’artista le sperimenta su se stesso con l’intento di colmare le sue imperfezioni a piacimento. Da queste ricerche nascono gli Atemobjeckte (oggetti respiranti) creati con pellicce e una macchina meccanica che riproduce il movimento e il suono della respirazione. Alla fine degli anni Settanta, Weseler combina gli Atemobjekt con gli specchi, realizzando i suoi Spiegelobjekte: l’oggetto respirante semisferico diventa una sfera intera per mezzo dello specchio. Negli anni Ottanta il suo lavoro è caratterizzato dall’elemento spirituale e attinge ai rituali e alle figure del Mandala, cerchi magici rituali simboli di unità. Tra il 1989 e il 1993 è ospite in qualità di Professore presso la Hochschule di Amburgo. Agli anni Novanta risalgono i primi Moosobjekt (oggetti con il muschio) e gli
Oggetti-Specchio in cui l’elemento concreto e virtuale interagiscono.

Le opere di Günter Weseler sono presenti in numerosi musei e collezioni tra cui: il Museo d’Arte di Düsseldorf, la Kunsthalle di Brema, il Museo di Arte Contemporanea di Sydney, il Museo Atheneum di Helsinki, il Museo d’Arte di Berna e l’Istituto per le Relazioni Internazionali di Stoccarda.
Instancabile lavoratore, le sue creazioni e i suoi Atemobjekte lo hanno accompagnato fino alla sua scomparsa, avvenuta il 26 settembre 2020 a Düsseldorf.

Galleria Allegra Ravizza
13-15 maggio 2022
Quartiere fieristico di Bologna
http://www.artefiera.bolognafiere.it/