Net Jumps

1921 – 2021
la nascita del mondo parallelo extra-materico della
IPERMENTE
che vive nel nostro presente

OPENING
Giovedì 27 maggio 2021, dalle ore 14.00 alle ore 20.00
Dal 28 maggio al 30 luglio 2021

La Galleria Allegra Ravizza è lieta di presentare la mostra NET JUMPS, collettiva degli artisti Igor Eškinja, Franklin Evans, Federico Luger.
La mostra vuole aprire una riflessione, attraverso il lavoro di tre artisti e una ricerca storica, lunga 100 anni, sulla nascita dell’IPERMENTE contemporanea; un percorso cronologico dalle prime intuizioni della letteratura di fantascienza degli anni ’20, analisi storiche e collegamenti con la Guerra Fredda degli anni ’50, alla nascita dei primi videogiochi di ruolo e la conseguente invenzione di “avatar”.

Il punto di partenza è il Futuro distopico presentato nel dramma ”L’Angoscia
delle macchine” di Ruggero Vasari, iniziato esattamente cent’anni fa, nel lontano 1921. Il racconto della mostra comincia proprio da quel futuro vasariano che generò l’Ipermente, che oggi abita nel nostro universo percettivo.
Definiamo Ipermente quella capacità sviluppata dall’essere umano contemporaneo di comprendere e agire proiettando se stesso in un’astrazione mai raggiunta prima.

Con l’avvento delle macchine-computer e il loro collegamento di massa, insieme ad uno sviluppo rapidissimo delle scienze matematiche e informatiche, le idee che provenivano dalle intuizioni esistenziali dell’uomo antico sono divenute idee extra-materiche reali, presenti e attive nel nostro mondo reale e percettivo.
Nel mondo delle Idee di Platone non avevano il joystik! Noi si.
NET JUMPS è un salto tra nuovi mondi e nuove estraneazioni. Nelle sale della galleria si potrà giocare con videogames vecchi e nuovi, un percorso tra computer storici e materiali informatici e telematici, si analizzeranno i tre aspetti su cui si basa la formazione della nostra Ipermente:

lo spazio percepito | Igor Eškinja
i livelli di informazione | Franklin Evans
l’interazione extra-materica | Federico Luger

Il fotografo croato Igor Eškinja (Rijeka, Croazia 1975), con l’utilizzo della antica tecnica dell’anamorfosi, utilizzando materiali del quotidiano, con rigorosa perfezione matematica genera spazi percepiti e immateriali, dai volumi immaginari.

Qui tutto è vero e nulla lo è davvero.

Igor Eškinja, Folders, 2006, lambda print, 120×180 cm, Ed. of 5

Franklin Evans (Reno, USA 1967) presenta un’installazione colma di hyper data e colori, nella quale lo spettatore può circolare insieme alle immagini che diventano informazioni. I dipinti e le opere su carta che fanno parte della serie FacesFractalsandFeeds (2019) attingono dall’ampiezza dei dati di immagine che popolano lo spazio contemporaneo.

Qui tutto esiste e si sovrappone.

Franklin Evans, Franklinsfootpathinred, 2019, acrilico su tela, 67×86 cm

La recente serie di lavori di Federico Luger (Milano, Italia 1979), ispirata al popolare videogioco Fortnite e dal rappresentativo titolo All Roards Lead to Fortnite (2020), ci porta dentro alla realtà immateriale del nostro stesso io. I ritratti, nella storia dell’arte, oltre a cercare di restituire le fattezze estetiche del rappresentato ne raccontavano il contesto socioculturale.
Nei dipinti di Federico Luger invece, il rappresentato è come sceglie di essere all’interno della propria esperienza.
In mostra, accanto alle opere di Federico Luger, si potrà inoltre giocare proprio a Fortnite.

Qui la materia diventa extra-materia.

Federico Luger, Call for Cheese, 2021, olio su tela, 80×60 cm

Una mostra interattiva, un percorso nel tempo e nell’Ipermente. Con l’occasione sarà pubblicato un catalogo ricco di contenuti multimediali per guidarci in questo salto e un testo di Bartolomeo Pietromarchi.

Spacewar! Videogioco sparatutto per computer PDP-1 realizzato da Steve Russel tra il 1961 e il 1962. Sebbene non sia il primo videogioco della storia è stato il primo di regole fisiche, con situazioni variabili e in tempo reale.

Cenni biografici

Igor Eškinja (Rijeka, Croazia 1975) vive a lavora a Zagabria in Croazia. La sua opera è parte di numerose collezioni pubbliche: MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma, Italia; MSU Museum of Contemporary Art, Zagabria, Croazia; MAC/VAL Musee d’Art Contemporain Val de Marne, Parigi, Francia; MMSU Museum of Modern and Contemporary Art, Rijeka, Croazia; FRAC-Pays de la Loire, Carquefou, Nantes, Francia; CAB Caja De Arte Burgos, Spagna; Galerija Umjetnina, Split, Croazia; Department of culture, Madrid,Spagna; Zagrebačka banka Unicredit, Zagabria, Croazia; Hypo-Alpe Adria Bank, Zagreb, Croazia; Cassa di Risparmio di Venezia, Italia. Il 20 maggio 2021 inaugura una mostra personale presso la Kuntshalle Bratislava.

Franklin Evans (Reno, USA 1967) vive e lavora a New York, NY dalla metà degli anni ’90. Ha conseguito lauree presso la Stanford University (BA), la University of Iowa (MA e MFA Painting) e la Columbia University (MBA). Ha prodotto quasi trenta mostre personali a livello internazionale e ha partecipato a numerose mostre collettive, tra cui: MoMA PS1, New York, NY; Nevada Museum of Art, Reno, NV; parco e museo delle sculture de Cordova, Lincoln, MA; DiverseWorks, Houston, TX; Museo RISD, Providence, RI; Museo d’arte di Weatherspoon, Greensboro, NC; Futura, Praga, Repubblica Ceca; Museo Ivan Bruschi, Arezzo, Italia; Biennale di Mykonos, Grecia; Mostra Collaterale della Biennale di Venezia, Italia; El Museo del Barrio, New York, NY; The Drawing Center, New York, NY; Yerba Buena Center for the Arts, San Francisco, CA; Montserrat College of Art, Beverly, MA; Federico Luger (FL GALLERY), Milano, Italia; Ameringer McEnery Yohe, New York, NY; Sue Scott, New York, NY. Nel giugno 2021 il suo lavoro sarà esposto presso la Miles McEnery Gallery di New York, NY e al Figge Art Museum a Davenport, IA, USA.

Federico Luger (Milano, 1979) è un artista italo-caraibico, cresciuto a Caracas, in Venezuela, dove ha vissuto fino all’età di 21 anni. Naturalizzato italiano, vive e lavora tra Milano e Maloja. A 14 anni giunge per la prima volta in Italia, viaggio che segnerà in modo indelebile la vita e la visione dell’arte del giovane Luger. La sua formazione comincia con il suo mentore Adriana Cifuentes che lo motiva a iscriversi all’Accademia Armando Reveron di Caracas dove studia disegno e pittura, interessandosi anche alla fotografia e al graphic design. L’11 aprile del 2002 la Repubblica Venezuelana è travolta dalla più grande crisi sociale nella sua storia, il giovane Luger, allora studente e manifestante, viene aggredito dalle forze di Chávez che quel giorno macchiarono di sangue la storia del Venezuela. Luger si ritrova così travolto dalle vicende storiche e politiche del proprio paese natale constatando che né il Governo né l’opposizione fossero in grado di garantire la democrazia e il benessere dello Stato. Luger decide dunque di vendere la macchina e inizia un pellegrinaggio in Europa, certo di non voler tornare più indietro: “Se io fossi rimasto in Venezuela, il dolore sarebbe stato così grande da potermi spingere ad uccidere qualcuno; in quel momento credo che milioni di venezuelani abbiano perso prima la testa e poi la speranza. Nessuno si sarebbe mai immaginato che la situazione sarebbe potuta peggiorare ancora. La compagnia petrolifera PDVSA era morta”1.
Dopo aver viaggiato e pellegrinato in diverse città europee, si stabilisce a Milano, dove continua i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua sensibilità e passione per l’Arte, insieme alla sua continua ricerca intellettuale unita all’esigenza di interazione e confronto culturale, lo spingono ad aprire nel 2005 uno spazio a Milano dedicato all’arte contemporanea: Federico Luger (FL GALLERY), che riunisce un gruppo di artisti internazionali, sia giovani che affermati, con cui condivide l’esigenza di una continua ricerca e riflessione in un reciproco interscambio culturale e con i quali stringe forti legami di amicizia intellettuale.
L’interesse di Luger per l’Arte non si rivolge unicamente all’opera in sé, ma anche al contesto in cui l’opera vive e viene fruita, al pensiero che la genera e allo studio che la crea. La sua pratica artistica prende forma dall’analisi intuitiva e sperimentale in continuo sviluppo attraverso diversi media, primo tra tutti la pittura, a cui affianca la creazione e la curatela di progetti e mostre come The immigrants, Venezia, 2013 e Advertising the Paradise, A Pick Gallery, Torino, 2020.
Per Federico Luger, l’Arte è un concetto imprescindibile e quindi generatrice di un interesse totalizzante della sua vita d’artista, gallerista, curatore, organizzatore, intellettuale e forse soprattutto idealista.


1 – Parole di Federico Luger, 3 maggio 2021

Galleria Allegra Ravizza
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