Pinto luego existo. Capitulo 13
Albert Pinya

10 marzo – 20 aprile 2011
Inaugurazione: 9 marzo 2011, ore 18

Albert Pinya (Palma di Maiorca, 1985) presenta da Allegra Ravizza Art Project un progetto site specific; con la sua tipica impronta da enfant terrible spagnolo, come un personaggio di un racconto di Hoffmann, l’artista si muove tra gli spazi espositivi pronto a riempirli con esuberante energia. Pur rinnovandosi continuamente, Albert Pinya non si allontana dal suo stile e ripropone i simboli che sempre lo rappresentano: navicelle spaziali, personaggi tratti da film come Jack Sparrow, manga e cartoni come Hello Kitty, eroi e antieroi, gli aeroplani fallici e “las cucarachas” (gli scarafaggi).

Nello spazio di via Gorani 8, Pinya sviluppa una nuova affascinante variante del suo universo, arricchito dalle ultime esperienze creative, di cui si percepivano le intenzioni già nella mostra Pinya è un milanese (Galleria Ferran Cano, Barcellona), dove l’artista narrava volti e consapevolezze della nostra città, e nella mostra dal titolo Entre la obra gráfica y la obra trágica. El resplandor de la immundicia (Galleria Ferran Cano, Palma di Maiorca), un progetto su Napoli, nella quale si ergeva una grande montagna di spazzatura mescolata a oggetti e opere. Ecco quindi il bello e il brutto insieme, in maniera ironica e irriverente, come una critica sociale ed ecologica. Il giovane artista non scinde l’universo personale dalla sua opera: sembra buffo, è divertente, è sorridente, ma nasconde storie, ricordi e ritratti a volte dolorosi, ricoperti da una patina energica e vivace. L’esito, nella sua vita come nel suo lavoro, è forte, spesso positivo e sempre affascinante.
Il titolo della mostra, PINTO, LUEGO EXISTO, dipingo quindi esisto, per assonanza alla famosa frase di Cartesio, cogito ergo sum, sottolinea che per Pinya il dipingere è imprescindibile dall’esistere.
Per Allegra Ravizza Art Project, il giovane artista spagnolo riprogetta lo spazio ispirandosi all’immaginario di David Lynch. Come in Twin Peaks, anche nel percorso dei due piani della galleria, viene creato un nuovo, misterioso universo, pittorico e concettuale, sonoro e visivo; come nella famosa foresta della serie, anche la foresta di Albert Pinya è elemento attraente, spaventoso e molto sensuale. Il progetto, oltre che la vista, stimola anche l’udito, inglobando e rendendo lo spettatore complice emozionale dell’artista nella sua ricerca verso la percezione dell’arte totale.

Rossella Farinotti